
Salve a-mici di coda ! Visto il successo della prima parte della mia storia, oggi vi racconto il seguito.
I primi giorni nella mia nuova casa, con la mia umana, sono stati giorni interessanti per entrambe. Io studiavo lei e lei studiava me. Lei sfogliava spesso un libro da cui ricavava informazioni su come vivere con un gatto, e io mi affidavo al mio istinto per capire se la mia vita sarebbe stata una vita tranquilla oppure no. Delle volte la mia umana tentennava : non era ancora del tutto convinta se tenermi oppure no. Gran parte delle sue amicizie le dicevano che si era presa una bella responsabilità, che era meglio se mi riportava dove mi aveva presa. E fece anche un tentativo di riportarmi indietro, ma il suo collega non voleva saperne di riprendermi e lei non era per niente convinta di sbarazzarsi di me. Mi lasciava a casa tutto il giorno da sola, dopo aver reso quello stanza una specie di parco giochi senza giochi : niente tende, divano protetto contro i miei artigli, angoli dove potersi nascondere tappati, soprammobili ed oggetti che potevano interessarmi chiusi nelle stanze in cui non mi faceva entrare. Il mio mondo erano circa 25 mq dove c’era il mio cibo, la lettiera, una finestra da cui spiare fuori e fortunatamente il divano e una scalinata. Il momento più bello della giornata era quando la mia umana tornava a casa. Io mi nascondevo, nonostante tutti gli anfratti chiusi, e mi piaceva il panico nella sua voce quando dopo avermi chiamata e cercata in ogni angolo, continuava a chiamarmi senza che io mettessi il muso fuori dal mio nascondiglio. Poi quando alla fine mi trovava, ma solo perchè io decidevo di farmi trovare, mi prendeva in braccio e mi teneva stretta stretta cullandomi. Era pazza di me ma non lo sapeva ancora. Dovevo farglielo capire, perchè a me piaceva stare lì non volevo andare via, ma lei aveva ancora dei dubbi. In effetti la sua ordinatissima vita era stata stravolta, ma ancora non aveva capito che era stata stravolta in meglio. Così una settimana dopo il mio arrivo, seduta sul divano accanto a me, mi guardò e mi disse ” Cosa devo fare con te Sophie?”. E capii che era arrivato il momento di farle scoprire quanto sarebbe stata felice con me : la guardai dritta negli occhi, poi allungai la mia zampa e le toccai la mano. Lei mi accarezzò e io mi accoccolai sulle sue gambe, cominciando a fare le fusa.
“Sophie resti qui con me. Non ti darò a nessuno. Sei mia e se non ti vogliono non vogliono neanche me.”
Ve l’ho detto : gli umani sono limitati… Lei in cuor suo già sapeva di essere cotta di me, ma non lo aveva capito. Grazie a me lo comprese e da allora siamo insieme. Sempre insieme. Come dice la mia umana e io sottoscrivo ” Mamma e Sofi vicine vicine forever”
Alla prossima, dalla vostra Sophie !!!