Salve a-mici !!! Ho iniziato a lavorare sulla poltrona Milù... ma devo ammettere che sta seriamente mettendo a dura prova la mia pazienza…. Oltre ad essere sporca al punto tale da aver faticato a non vomitare una delle mie palle di pelo, è anche un groviglio di imbottiture, stoffe, chiodi e spilli che è davvero complicato stabilire cosa fare per recuperarla. La struttura in legno ha meno danni della poltrona Sophie, ma è talmente anonima nei colori, nella finitura originale che francamente mi appassiona poco. Sta mettendo a dura prova la mia voglia di ridarle una nuova vita… se non fosse che si tratta di un regalo per mandrugona Milù, l’avrei già sbolognata a Puntino per sistemarla in qualche discarica….
Che forse mi stia passando la mia passione per il restyling ?????
Salve a-mici!!! Anche oggi nn ho fatto in tempo a scrivere l’articolo… così ho cercato e ho trovato questo tutorial …. buona lettura mentre io mangio il mio tacchino ai ferri…ormai fuori nn si trova più nulla…
Salve a-mici !!! Natale si avvicina e io sono partita con largo anticipo per i regali ai miei coinquilini. Per Milù questo sarà un Natale importante perchè è il decimo che passa qui alla Tana, e visto che aveva apprezzato molto la poltrona Sophie, ho deciso di regalarle una poltrona, meno regale e più adeguata alla sua origine plebea.
Al mercatino dell’usato avevo adocchiato questa poltroncina in stile veneziano e, seguendo il mio istinto, l’avevo comprata. Quando però, Puntino mi portò la poltrona regale, me ne innamorai subito e rimisi in vendita la poltroncina stile veneziano.
Dopo 5 mesi nessuno ha comprato la poltroncina e dato che non ci avrei guadagnato molto anche se l’avessero venduta, me la sono ripresa e ho decisa di rimetterla a nuovo perchè sono certa cha alla nostra Mandrugona farà piacere averne una tutta sua da non condividere con nessuno.
Diciamo che anche la poltroncina Milù, che sembrava ben messa ad un prima occhiata, in realtà a diverse cose da sistemare. Oltre al rivestimento, sporco e rovinato, ha bisogno di un pò di stucco e …. di un trattamento antitarlo.
A confrontarla con la poltrona Sophie, è piuttosto bruttina (del resto se mettete a confronto me e Milù, io sono più bella), ma vedo molto potenziale in questa poltrona. La mia umana, ha già lavato e sfoderato il cuscino (che nella foto non c’è perchè era già stato lavato). Abbiamo tolto la passamaneria, che era retta in più punti con degli spilli da sarta, e tolta la tela nella parte inferiore della seduta : togliendo questa tela, abbiamo trovato cadevi di tarli e tanto tanto rosume (la polvere di legno prodotta dai tarli). Quindi ipotizzo che la poltrona abbia già subito un trattamento antitarlo e che non sia mai stata sfoderata prima, o quanto meno non l’abbiano sfoderata dopo il trattamento antitarlo.
Le cinghie della seduta sono in buone condizioni, così spero anche l’imbottitura. Avrà bisogno di un buon lavaggio e disinfezione, ma prima, a titolo precauzionale, dobbiamo farle un trattamento antitarlo. Credo che un solo ciclo di 20 giorni basti, perchè in effetti sembra che il precedente trattamento abbia dato risultati. La mia umana l’ha già trattata con l’antitarlo e messa in un telo di plastica per farle fare la camera.
Ricordo che l’antitarlo contiene un principio disinfettante che è la permetrina che per noi gatti è tossico. Quindi amanti del restauro fai date se avete gatti, il trattamento antitarlo fatelo in una stanza in cui i vostri mici non possano accedere e lavate bene le mani e cambiate le scarpe quando uscite da questa stanza, perché se accidentalmente avete calpestato delle gocce di antitarlo cadute sul pavimento (e questo è inevitabile), portereste la permetrina anche dove ci sono i vostri mici e potrebbero esserci conseguenze gravissime per loro.
Mentre la poltrona si purifica dai tarli, io studio come renderla bellissima…
Salve a-mici !!! Siamo riuscite a finire il divanetto e non abbiamo chiesto aiuto alla Sophie…. anche perchè era impegnata con la scarpiera.
Siamo molto soddisfatte del nostro primo lavoro : anche se Isotta ha navigato tutta la notte in rete per studiare come anticare il lavoro, alla fine ci siamo riuscite !!!! Anche la Sophie ci ha fatto i complimenti !!
Cmq abbiamo deciso che questo sarà il primo e ultimo lavoro di restyling : Isotta tornerà alla sua cucina ed io al mio controllo qualità di divani e poltrone restaurati da altri… non vedo l’ora che la Sophie finisca la poltrona arrivata ieri : la poltroncina Milù
Salve a-mici !!! La Sophie ci ha tagliato i viveri perchè dice che mangiamo troppo e siamo diventati troppo costosi, così io e Milù abbiamo deciso di metterci in affari per conto nostro. Abbiamo trovato a casa della nostra nonna umana, un divanetto che rimesso a posto potremmo vendere e ricavare quanto ci basta per acquistare le nostre crocchette preferite (già perchè la dittatrice Sophie non solo ha ridotto le porzioni, ma anche la qualità di quello che finisce nelle nostre ciotole).
Così io e Milù abbiamo preso uno dei barattoli di colore della Sophie e abbiamo cominciato a pitturare il divanetto… io dico che possiamo fermarci qua e provare a venderlo, Milù invece sostiene che va fatto qualche altro lavoro per renderlo più appetibile….io non so da che parte cominciare e Milù ne sa meno di me…. non vorrei mai dover chiedere aiuto alla Sophie…..
Salve a-mici !!! Sono ritornata con le mie leggende sui gatti per parlarvi della gatta Jenny e del Titanic, la famosa nave che affondò il 14 aprile del 1914, sbattendo contro un iceberg durante il suo viaggio inaugurale.
Jenny era stata “assunta” nello staff dell’Olympic, la nave gemella del Titanic, per cacciare i topi, che in una nave, specie di quelle dimensioni e in quel periodo, di certo non mancavano. Quando il Titanic fu pronto per la partenza, Jenny venne “trasferita” proprio sul Titanic, perchè grande cacciatrice di topi. Sullo sfortunato transatlantico, Jenny venne “alloggiata”, insieme agli altri gatti suoi colleghi, in zone calde della nave, con tanto di cuccia calda e comoda e di cibo abbondante proveniente direttamente dalle cucine del Titanic. E fu proprio durante le prove di navigazione, prima della partenza per New York, del transatlantico più sfortunato della storia, che Jenny diede alla luce i suoi cuccioli. Tutta la famigliola fu trasferita nella zona più calda della nave e venne affidata alla cure di un fuochista, Jim Mulholland, che si innamorò della gatta e dei suoi cuccioli.
Nonostante Jenny avesse trovato per se e i suoi cuccioli una casa ed un umano che si occupasse di lei, sul Titanic non ci restò a lungo : appena la nave, che aveva lasciato Belfast, attraccò a Southampton da cui poi sarebbe partita per il suo primo viaggio alla volta di New York, Jenny prese i suoi cuccioli ed uno ad uno li spostò dalla nave alla terraferma. Jim Mulholland che aveva osservato attentamente il comportamento di Jenny arrivò alla conclusione che ” quel gatto deve sapere qualcosa che nessun altro sa”. Quindi raccolse le sue poche cose e lasciò anche lui il Titanic.
Anni dopo il giornale Irish Times pubblicò la storia della gatta Jenny e della sua premonizione sul Titanic, dopo aver parlato con un uomo molto anziano. Non è dato sapere se tale uomo fosse proprio il fuochista Jim Mulholland, scampato al naufragio grazie a Jenny, o un suo amico a cui aveva raccontato la storia. Storia tra l’altro raccontata anche dall’hostess Violet Jessop, sopravvissuta al naufragio. Di certo se tale storia è arrivata a noi è perchè è stata raccontata da chi si è salvato, salvato grazie alla gatta Jenny.
I soliti guastafeste dubitano della veridicità di questo racconto, annoverandolo come una delle tante leggende che girano intorno al Titanic. Anzi alcuni sostengono che Jenny e i suoi cuccioli siano morti anche loro nell’affondamento della nave. Ma chi ha vissuto con un gatto, e quindi conosce il nostro innato istinto, sa che la storia è vera e che la gatta Jenny davvero intuì che il Titanic non avrebbe avuto un destino felice, salvando se stessa, i suoi cuccioli e Jim Mulholland, l’umano che si prese cura di lei e dei suoi gattini.
Salve a-mici !!! Il restauro della poltrona principesca è quasi terminato, ma non posso non ringraziare le mie due valide collaboratrici, che sono state validissimi supporti nel completare il lavoro. Senza di loro non ce l’avrei mai fatta : mentre io sgobbavo e cercavo di ridare bellezza e dignità ad una bellissima poltrona, loro mi hanno sostenuto e appoggiato !!!
Grazie di vero cuore a Milù ed Isotta !!!
p.s. Per il prossimo restauro sarebbe auspicabile più supporto lavorativo e meno supporto morale ….